(estratto dal libro ‘il mal di fiori’ Didier Berruyer, Maestri di Giardino Editori)


Tutto ha iniziato nel 1992, con estrema naturalezza, dividendo una pianta di soleirolia soleirolii. Da un vaso se ne fanno dieci, si va  a comprare del terriccio, si recuperano cassette vuote dal fruttivendolo all’angolo, ci si inventa un piano di lavoro e si dividono altre piante.
Poi si semina, si tenta di fare delle talee e si comincia ad annaffiare. Ci si informa, si legge il più possibile ( internet all’epoca era ancora agli inizi), si incontrano persone con cui condividere la propria passione. Serve spazio, terreno, materiale. Tutto e da fare, da inventare, da scoprire, da sperimentare in maniera empirica.. e si lavora, si lavora, per quello della terra  è appunto un lavoro che non finisce mai. Alla fine del 1994 il vivaio apre a pubblico con l’amico Paolo lo chiamiamo “il giardino vivace”, gioco di parole tra l’italiano e francese che fa leva su un falso amico linguistico: le vivaces sono le ‘perenni’. […]


Maria è al mio fianco, con il suo profondo senso della terra. Ripensare a quegli anni, all’enormità dell’impegno e delle energie che ci mettemmo, quasi mi spaventa.